Quante volte ci sentiamo fuori gioco, con i nostri pensieri che vagano oltre la consuetudine, i nostri desideri che si spingono dove neppure noi stessi vediamo, nella certezza di avere dimenticato qualcosa di così importante da sentirne la mancanza, pesante come un dolore fisico. Non ci riconosciamo in nulla di ciò che ci circonda, anche se sempre uguale a sé stesso, nel nostro limitato orizzonte degli eventi. Percepiamo che c'è qualcosa di più, qualcosa che chiama, senza voce, a cui vorremmo finalmente accedere. Alla fine, ci troviamo a chiudere gli occhi all'evidente, cercando di trovare nel profondo di noi l'inevidente, sapendo che è lì la risposta. E, dietro gli occhi chiusi, ci sentiamo finalmente come nel giardino di casa. Ci sono pochi passi da noi alla porta d'ingresso, e potremmo varcare la soglia quando vogliamo. Ma vogliamo? Spesso riapriamo velocemente gli occhi, nel timore di vedere troppa luce.