Tutto è così distraente! A volte la giornata diventa un unico momento senza contorni definiti, da cui, se va bene, ci si "risveglia" a sera, quando molla la pressione del mondo e dell'ambiente. Viene in mente la storia che racconta Ouspensky sul primo esercizio datogli da Gurdjieff quando lo conobbe. Gli indicò di ricordarsi di sé stesso fino a sera. Gli sembrò facile e se ne andò a passeggiare, certo di poter svolgere quel semplice compito. Molto più tardi, ricordo' di aver dimenticato completamente il suo esercizio, ammettendo il fallimento. Quante volte ci capita di perdersi da qualche parte senza assolutamente volerlo, così, in modo automatico, seguendo il flusso degli eventi. Quando ce ne accorgiamo è come risvegliarsi da un sonno imprevisto: torniamo presenti al corpo, al respiro, alle emozioni, e quel che ci circonda, il sole che scalda o la pioggia che ci bagna prende nuova vita. Accorgersi di noi nel mondo trasforma la cecità in visione, e il fallimento in risveglio.